Il disoccupato (dramma in un atto) - di Stefano Benni
- Personaggi: l’impiegato dell’ufficio di collocamento, l’uomo con la barba.
Impiegato: - Il suo nome, prego?
Uomo: - Nicola
- Nicola e basta?
- Ehm… metta Nicola Di Natale…
- Ha un codice fiscale, una partita Iva?
- No, niente…
- Che lavoro faceva prima?
- Ehm… trasporto… trasportavo merce…
- Quindi sa guidare un camion.
- No
- E con cosa la trsportava?
- Ehm.. mezzi miei.
- Senta: lei sa quanto e’ difficile oggi trovare un lavoro. Se lei mi si presenta qui dicendo mezze parole e mugugnando, si scordi che possa aiutarla… sia piu’ preciso: per che ditta lavorava?
- Articoli su richiesta del cliente.
- Una specie di Postal Market?
- Si. Il cliente scriveva una lettera e noi recapitavamo la merce, se possibile.
- In che senso “se possibile”?
- Se il cliente era buono…
- Buono nel senso di solvibile? Se poteva pagare, cioe’.
- Uhmmm…
- E dai! Mugugni pure! Guadagnava a percentuale? A forfait?
- Avevo un rimborso spese per me e per i miei aiutanti.
- Aiutanti. Quanti?
- Dodici.
- Nomi?
- Erna, Lorna, Mabel, Karen, Gina, Elsa, Brigitte, Blinka, Sonia, Viska, Molly, Selma…
- Ahi ahi, andiamo bene. Magari non ha mai pagato i contributi…
- I cosa?
- Senta, la sua situazione e’ perlomeno torbida… e con queste dodici “aiutanti” cosa faceva? Sa che il lenocinio e’ proibito?
- No no… le mie aiutanti… ecco, mi aiutavano a trasportare la merce.
- Credo di capire…neve?
- Neve, si, tanta… ne ho visto tanta, di neve.
- Guardi: non so se lei mi sta prendendo in giro, ma adesso chiamo la polizia.
- No la prego no… i mie bambini…
- Ha dei bambini?
- Si ho dei bambini che mi aspettano.
- Quanti?
- Circa quattromila.
- Lei mi spaventa.
- No. Io amo i bambini. E loro amano me.
- E come li frequenta tutti questi bambini?
- Entro nelle loro case, di notte…
- Ha la chiave?
- Per la verita’, no.
- Bene. Se ho capito bene allora lei e’ ruffiano, spaccia eroina, e’ pedofilo, ladro e cerca lavoro…
- Non capisco…
- Giu’ la maschera, signore… e si tolga quella barbona che e’ palesemente finta. Ho gia’ suonato l’allarme e entro tre minuti la polizia sara’ qui.
- Oh Dio! Che scandalo!
- Non faccia gesti inconsulti. Mi dica chi e’ lei veramente!
- Io mi chiamo Papa’ Natale.
- E’ un rapper? E’ un posse?
- No, sono quello che distribuisce i regali, i giocattoli. Come posso spiegare? Lei ha un figlio? Ebbene suo figlio crede che lei si me… o viceversa…
- Lei e’ pazzo!
- Suo figlio mi ha scritto e una di queste notti, io entrero’ in casa sua.
- In casa mia? Io le sparo!
- Ma e’ possibile che lei non sia mai stato bambino. Io ho amato anche lei…
- Lei e’ pericoloso (impugna una pistola).
- No, non lo faccia.(Entrano dodici renne). Lo faccia per loro…
- Adesso si’ che ho capito.
- Meno male.
- E’ Candid Camera, vero? (Sorride guardandosi intorno)
(L’uomo con la barba bianca se ne va, sconsolato).