December242010

Il disoccupato (dramma in un atto) - di Stefano Benni

    Personaggi: l’impiegato dell’ufficio di collocamento, l’uomo con la barba.

Impiegato: - Il suo nome, prego?

Uomo: - Nicola

- Nicola e basta?

- Ehm… metta Nicola Di Natale…

- Ha un codice fiscale, una partita Iva?

- No, niente…

- Che lavoro faceva prima?

- Ehm… trasporto… trasportavo merce…

- Quindi sa guidare un camion.

- No

- E con cosa la trsportava?

- Ehm.. mezzi miei.

- Senta: lei sa quanto e’ difficile oggi trovare un lavoro. Se lei mi si presenta qui dicendo mezze parole e mugugnando, si scordi che possa aiutarla… sia piu’ preciso: per che ditta lavorava?

- Articoli su richiesta del cliente.

- Una specie di Postal Market?

- Si. Il cliente scriveva una lettera e noi recapitavamo la merce, se possibile.

- In che senso “se possibile”?

- Se il cliente era buono…

- Buono nel senso di solvibile? Se poteva pagare, cioe’.

- Uhmmm…

- E dai! Mugugni pure! Guadagnava a percentuale? A forfait?

- Avevo un rimborso spese per me e per i miei aiutanti.

- Aiutanti. Quanti?

- Dodici.

- Nomi?

- Erna, Lorna, Mabel, Karen, Gina, Elsa, Brigitte, Blinka, Sonia, Viska, Molly, Selma…

- Ahi ahi, andiamo bene. Magari non ha mai pagato i contributi…

- I cosa?

- Senta, la sua situazione e’ perlomeno torbida… e con queste dodici “aiutanti” cosa faceva? Sa che il lenocinio e’ proibito?

- No no… le mie aiutanti… ecco, mi aiutavano a trasportare la merce.

- Credo di capire…neve?

- Neve, si, tanta… ne ho visto tanta, di neve.

- Guardi: non so se lei mi sta prendendo in giro, ma adesso chiamo la polizia.

- No la prego no… i mie bambini…

- Ha dei bambini?

- Si ho dei bambini che mi aspettano.

- Quanti?

- Circa quattromila.

- Lei mi spaventa.

- No. Io amo i bambini. E loro amano me.

- E come li frequenta tutti questi bambini?

- Entro nelle loro case, di notte…

- Ha la chiave?

- Per la verita’, no.

- Bene. Se ho capito bene allora lei e’ ruffiano, spaccia eroina, e’ pedofilo, ladro e cerca lavoro…

- Non capisco…

- Giu’ la maschera, signore… e si tolga quella barbona che e’ palesemente finta. Ho gia’ suonato l’allarme e entro tre minuti la polizia sara’ qui.

- Oh Dio! Che scandalo!

- Non faccia gesti inconsulti. Mi dica chi e’ lei veramente!

- Io mi chiamo Papa’ Natale.

- E’ un rapper? E’ un posse?

- No, sono quello che distribuisce i regali, i giocattoli. Come posso spiegare? Lei ha un figlio? Ebbene suo figlio crede che lei si me… o viceversa…

- Lei e’ pazzo!

- Suo figlio mi ha scritto e una di queste notti, io entrero’ in casa sua.

- In casa mia? Io le sparo!

- Ma e’ possibile che lei non sia mai stato bambino. Io ho amato anche lei…

- Lei e’ pericoloso (impugna una pistola).

- No, non lo faccia.(Entrano dodici renne). Lo faccia per loro…

- Adesso si’ che ho capito.

- Meno male.

- E’ Candid Camera, vero? (Sorride guardandosi intorno)

(L’uomo con la barba bianca se ne va, sconsolato).


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